UN’ISOLA AMBIENTALE A ROMA

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Questa proposta nasce da considerazioni generali tra gli uffici di Roma Capitale e il Municipio II  al fine di individuare soluzioni innovative per la promozione della mobilità, la valorizzazione di ambiti urbani di pregio e l’incremento della sicurezza stradale. La Presidenza del Municipio II ha costituito un tavolo di discussione (Tavolo Zone 30) che ha preso in esame 13 possibili ambiti di attuazione di Zone 30. In una successiva riunione è stato deciso di avviare uno studio preliminare sull’area definita di “Piazza Alessandria”, parte del quadrante più ampio già indicato come quadrante Porta Pia.

 

NOTE STORICHE E CARATTERI URBANI

Il quadrante urbano di Piazza Alessandria è immediatamente esterno alle Mura Aureliane, si distende tra Porta Pia e Piazza Fiume e si sviluppa in direzione nord-est parallelamente al tracciato di via Nomentana. La sua formazione è collegata alla vicenda degli stabilimenti di produzione della Birra Peroni, consolidati tra piazza Alessandria, via Mantova e via Nizza nel 1901, a seguito della fusione della Ditta Francesco Peroni con la Società Romana per la fabbricazione del ghiaccio e della neve artificiale.

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Piazza Alessandria e il complesso Peroni appena costruito

Tra il 1908 e il 1922, mentre entrava in attuazione il Piano Regolatore Sanjust ci fu un importante ristrutturazione di tutti gli impianti. Gustavo Giovannoni tra il 1912 e il 1913 progettò in prossimità dell’attuale Piazza Alessandria il complesso del serbatoio dell’acqua con la caratteristica torretta, la fabbrica del ghiaccio, il complesso delle scuderie e dei magazzini su via Reggio Emilia e l’edificio dell’Amministrazione su via Mantova. Simultaneamente all’avvio della nuova fabbrica fu dato spazio alla costruzione di residenze all’interno di una lottizzazione a scacchiera: nacquero i quartieri operai nelle vie Brescia, Nizza e Bosi e successivamente le case blocco tipiche della Roma umbertina, che saturarono progressivamente i lotti liberi.

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Il Complesso ex Peroni dopo la ristrutturazione

Nel 1971 la Società Peroni ha dismesso le attività trasferendo gli impianti altrove. Negli anni Ottanta è stato realizzato un Piano di ristrutturazione, progettato dall’architetto Alberto Racheli, che ha conservato i volumi architettonici originali con interventi di restauro e risanamento conservativo, realizzando anche una piazzetta commerciale con parcheggio sotterraneo. Questo intervento di recupero architettonico e funzionale, insieme alla ristrutturazione a parcheggio multiplano del complesso su via Alessandria e al Museo Macro, successivamente ricavato sempre negli spazi Peroni, ha valorizzato l’intera area. Ma il comparto oggi è caratterizzato anche dal Mercato su Piazza Alessandria, inaugurato nel 1929 su progetto dell’architetto Elena Luzzatto. Recentemente è stato restaurato ed ulteriormente valorizzato (sotto).

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La parte che interessa questa proposta di zona 30 è quella organizzata sull’asse di via Alessandria, completato in forma di tridente verso Corso d’Italia da via Bergamo e via Ancona. Come abbiamo visto è un sistema urbano morfologicamente compatto, con edifici a blocco tipologicamente omogenei, punteggiato di emergenze architettoniche, che si conclude di fronte alle Mura Aureliane con la parte di Corso d’Italia compresa tra Porta Pia e Piazza Fiume. Dal punto di vista funzionale conserva il carattere residenziale (solo in parte modificato in terziario) con una fitta presenza di attività commerciali soprattutto di ristorazione e tempo libero. Da evidenziare, oltre all’importante mercato su piazza Alessandria, la presenza di tre sale cinematografiche (la multisala Savoy su via Bergamo, Mignon su via Viterbo ed Europa su Corso d’Italia) e di una importante libreria che affaccia da via Bergamo su piazza Fiume, per non considerare la vicina Rinascente all’angolo con via Salaria. Nell’insieme ci sono intensi spostamenti pedonali che concorrono a determinare una forte tonalità di vita cittadina.

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Piazza Fiume popolata solo da auto

Tutto questo contrasta con una condizione di degrado ambientale dovuta alla intensità del traffico e al parcheggio selvaggio dei mezzi privati (fuori stallo, in divieto o in seconda fila). Gli unici interventi di viabilità sono stati quelli realizzati per le Olimpiadi del 1960, con il sottopasso di Corso d’Italia, che però risolve esclusivamente il traffico di scorrimento tangenziale. In superficie restano i problemi di attraversamento e di ingolfamento anche all’interno del quadrante. Recentemente sono stati presentati al Municipio II, da parte di commercianti in zona (Libreria Minerva, La Rinascente, ecc…) e associazioni cittadine, apprezzabili studi per la riqualificazione delle mura e dell’intera area. Ma con l’ipotesi di zona 30 e/o isola ambientale sono necessari ulteriori approfondimenti e nuove indicazioni progettuali. In definitiva l’intero quadrante sia per i suoi aspetti positivi (qualità architettonica e ruolo urbano) che per quelli negativi (traffico e insostenibilità ambientale) si presenta come paradigmatico rispetto ad un primo intervento di zona 30 e successivamente in isola ambientale con adeguate pedonalizzazioni.

 

LA PROPOSTA

Un intervento iniziale di Zona 30 per esser valido e sostenibile deve risolvere alcune necessità immediate, ma guardare al futuro. Pertanto questa proposta si sviluppa in due fasi: la prima da realizzare in tempi brevi, applicata nella parte più delicata dell’Isola ambientale, fondata su alcuni criteri fondamentali che riguardano le strade 30 e su alcune caratteristiche specifiche del quadrante urbano; la seconda, in tempi medi e dopo opportune verifiche, estesa ad un’area più ampia che metta in gioco altri elementi caratterizzanti, costituendo un sistema articolato che realizzi nuove qualità urbane.

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Dobbiamo quindi pensare all’intero quadrante limitato da Viale Regina Margherita, via Nizza, Corso d’Italia e via Nomentana. E in particolare concentrarci sulla “zona calda”, ovvero la prima Zona 30, che è quella costituita da piazza Alessandria, dal tridente via Bergamo-via Alessandria-via Ancona, dall’intera carreggiata superficiale di Corso d’Italia con il tratto di Mura Aureliane, parte di Porta Pia e di piazza Fiume.

Pla Generale con perimetro

Prima fase

Nel quadrante dell’Isola ambientale e dunque anche nella Zona 30 che interessa questa proposta la circolazione veicolare è già a senso unico su tutte le strade. Dunque i sensi di marcia possono restare sostanzialmente gli stessi della situazione attuale, fatta eccezione per il tratto di via Alessandria, le via Pagliari-Ripa-Paoletti, via Bergamo e la complanare su Corso d’Italia che illustriamo in seguito.

Schema Circolazione di progetto

Su via Ancona, ma anche su via Mantova Alessandria e Messina che afferiscono a Piazza Alessandra gli stalli di parcheggio possono restare sostanzialmente gli stessi (su un fianco a spina e sull’altro in linea), con la risagomatura dei marciapiedi su curve e incroci. Il “focus” dell’intervento Zona 30 è piazza Alessandria con il Mercato. Sul fronte nord-est transitano le auto dirette a via Alessandria verso viale Regina Margherita, ma vengono ricavati stalli di sosta e carico/scarico merci. Il fronte opposto della piazza (sud-est) è semipedonale così come il tratto di via Alessandria verso corso d’Italia e via Pagliari: la pavimentazione sale a quota marciapiede senza discontinuità con la parte carrabile centrale, protetta da dissuasori; il transito è consentito solo per emergenze, veicoli di accesso all’interno dei cortili e carico/scarico merci in orari prefissati. La parte di via Bergamo che si stacca da piazza Alessandria consente il transito di veicoli per l’accesso alla piazza, ma un ampio marciapiede mette in continuità la piazzetta del complesso Ex Peroni con la zona 30 semipedonale. Infatti la parte diretta a piazza Fiume (con la multisala e molte attività di ristorazione) assume le stesse caratteristiche indicate per la tratta di via Alessandria, e cioè pavimentazione unica in quota marciapiede con corsia di movimento protetto per veicoli di emergenza di accesso all’interno dei cortili e carico/scarico merci in orari prefissati. In definitiva si viene a creare un sistema continuo (colore giallo) che dal Mercato aggancia la piazzetta pedonale dell’Ex Peroni e scorre lungo via Alessandria e via Bergamo concludendosi in un ampio marciapiede su corso d’Italia e in una piazzetta pedonale che affaccia su Piazza Fiume.

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Fase finale

La seconda e definitiva fase di sistemazione riguarda sostanzialmente corso d’Italia e piazza Fiume. Il tratto delle Mura Aureliane tra porta Pia e piazza Fiume dovrà essere riqualificato non solo con adeguati interventi di risanamento murario e illuminazione, ma anche liberando uno spazio verde a terra (l’antico pomerio), e quindi sostituendo alla controstrada con il parcheggio una pista ciclabile che si colleghi alla pista Nomentana esistente. La carreggiata di Corso d’Italia, considerando che il traffico di attraversamento scorre nel sottosuolo, potrà essere declassata riducendola a due corsie con parcheggi a spina da entrambi i lati. La controstrada attuale verso l’interno resterà (con parcheggio a spina) per smistare il traffico di accesso alla Zona 30. L’ultimo tratto, come già previsto in prima fase, lascerà posto ad un marciapiede più ampio. Ma la vera novità riguarda piazza Fiume.

porta salaria

La porta Salaria (foto in alto) , accesso alla città da nord-est, dalla antica “via del sale” , fu gravemente danneggiata dai cannoneggiamenti del 1870 e quindi demolita nel 1871 per aprire piazza Fiume. Venne poi ricostruita nel 1873, ma definitivamente demolita nel 1921 per motivi di viabilità. Resta oggi la grande parete muraria, alta e massiccia che domina la piazza, con alcuni reperti che vennero alla luce in occasione della prima demolizione: il sepolcro di Cornelia e quello di Quinto Sulpicio Massimo. All’angolo di via Piave resta, addossato alle Mura, l’edificio medievale adibito a corpo di guardia.

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La proposta è quella di eliminare il traffico di superficie che da Corso d’Italia attraversa piazza Fiume – ricordiamo ancora che il traffico di attraversamento è garantito dal sottopasso – deviandolo in doppio senso di marcia lungo via Sulpicio Massimo oggi percorsa a senso unico. Il doppio senso è possibile eliminando il parcheggio in linea e sfruttando interamente i 9 metri di larghezza della carreggiata. Con questo semplice accorgimento si potrà creare una grande piazza pedonale in continuità e come terminale del sistema a traffico Zone 30 individuato come prima fase. Piazza Fiume così si trasformerà da caotico nodo di traffico in un grande spazio pubblico alle porte del centro di Roma.

Vista

2 pensieri su “UN’ISOLA AMBIENTALE A ROMA

  1. …avevo scritto un commento articolato (pieno di complimenti!) ma non sono riuscito ad allegarlo su questo Word Press

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