VIVERE E MORIRE SENZA MASCHERE

I comportamenti umani nascono da una contraddizione: da una parte l’interiorità dei sentimenti e delle emozioni (la gioia, il dolore, l’amore, l’odio, l’affetto, l’amicizia, la fede, ecc…) che esprimono, o non nascondono, una sensibilità sincera ed estroversa; dall’altra la maschera dei comportamenti rituali, della esibizione, dell’adattamento al contesto, delle convenzioni, della pratica di sovrastrutture ideologiche o religiose. Questa doppia realtà umana viene trattata nel film Lo Straniero, di François Ozon. E’ una storia, raccontata in bianco e nero, ambientata nella Algeri degli anni Quaranta del secolo scorso. È un film difficile perchè incarna il complesso pensiero di Camus, autore del romanzo … Continua a leggere VIVERE E MORIRE SENZA MASCHERE

UNA LUNGA TRAGEDIA IN 40 SECONDI

Forse è da una decina d’anni, da Non Essere Cattivo, il bel film uscito subito dopo la morte del suo autore, Claudio Caligari, che il cinema italiano non proponeva una visione così lucida e spietata delle difficoltà dei giovani che vivono in una periferia non solo urbana ma anche culturale, incapaci (o impossibilitati?) di compiere il salto mentale dalla leggerezza dell’età scolastica alla durezza del confronto con la realtà. Mi riferisco al film 40 Secondi, di Vincenzo Alfieri, da un libro di Federica Angeli; ora su Netflix. Con due non irrilevanti differenze: i due protagonisti del film Non Essere Cattivo … Continua a leggere UNA LUNGA TRAGEDIA IN 40 SECONDI

LE STAZIONI E IL TERRITORIO

L’articolo che segue è la sintesi di una relazione tenuta a Roma nell’Urban Center Metropolitano in occasione di un seminario dal titolo Roma il valore del ferro organizzata da CIFI, INU, AIIT, DIARIO, il giorno 1 aprile 2026 “Roma ha un rapporto storicamente difficile e controverso con il trasporto su ferro che ha causato clamorosi ritardi, incredibili errori e inammissibili dimenticanze. Una mai avvenuta integrazione tra mobilità e urbanistica, le metropolitane iniziate a costruire solo a fine negli anni 30 e lo smantellamento di centinaia di chilometri di linee di tram negli anni 30 e 50 dello scorso secolo, il … Continua a leggere LE STAZIONI E IL TERRITORIO

IN POCHE RIGHE N. 5

Penso che la vittoria del NO abbia più significati: Per i magistrati, parte in causa, è la vittoria della loro indipendenza, unità e libertà associativa, giusto che festeggino. Per il Sud che ha votato, inaspettato, a valanga per il NO, è la fiducia nella magistratura che combatte il diffuso malaffare mafioso. Per le grandi città la conferma che sono incubatori di un pensiero consapevole e progressista. Per i giovani l’occasione di farsi sentire. Per milioni di Italiani la vergogna di essere guidati da una Presidente che è “amica” di Trump e Netanyahu. Per la sinistra l’apertura di una speranza di … Continua a leggere IN POCHE RIGHE N. 5

IL DUBBIO DELL’ARCHITETTO

Oggi con Google satellitare è possibile guardare l’intero pianeta dall’alto, e proprio dall’alto mi appassiona guardare le città: quelle con i centri storici e le espansioni periferiche; quelle compatte e quelle dilatate; quelle diffuse nel territorio; quelle immerse nel paesaggio naturale; quelle sotto le montagne e quelle sul mare. Poi si scopre che, sempre, queste città hanno due volti, uno pregiato e uno trascurato e, quasi sempre, uno al centro e uno ai margini.  È la testimonianza fisica  di uno squilibrio che conosciamo bene e che si chiama “diseguaglianza”. La tempesta di guerre che in questi ultimi anni sconvolgono il … Continua a leggere IL DUBBIO DELL’ARCHITETTO

LA PESANTEZZA DEL DUBBIO

Il tempo della vecchiaia, la pesantezza della responsabilità, il desiderio di leggerezza, l’angoscia della decisione, il rapporto con i figli, il conflitto tra passato e futuro, l’amore e il rancore, le ossessioni… tutto riconducibile alla domanda “di chi è la vita?”, tutto in un film. Ne La Grazia c’è un solo protagonista, ma una moltitudine di invenzioni cinematografiche sospese tra reale e surreale, metafore e paradossi, dramma e ironia. Ho sempre pensato che sia molto difficile giudicare i film di Paolo Sorrentino: i suoi compiacimenti fotografici possono apparire ridondanti formalismi, le sue divagazioni involute “licenze poetiche”, i suoi personaggi stereotipi … Continua a leggere LA PESANTEZZA DEL DUBBIO

In poche righe n.4

Una volta c’erano Arbore, Benigni, Fiorello, Cucciari… ora nella notte più festosa dell’anno ci sono “Tipitipitì”, “Finché la barca va” e “Karaoke”. Una conferma che al di la delle ragioni economiche, del disagio sociale e delle diseguaglianze, il disastro del governo delle destre ha le radici in un drammatico processo reazionario anche nella dimensione nazional-popolare Continua a leggere In poche righe n.4

In poche righe-n.3

Cosa è la modernità? La modernità è quell’insieme di atti contemporanei che si materializzano nel campo civile, sociale, letterario, scientifico ed artistico, i quali, senza entrare in conflitto con l’antico, riescono a depositarsi nella memoria collettiva. Ne consegue che ogni valore del passato è stato, nel suo tempo, un fenomeno di modernità Continua a leggere In poche righe-n.3

In poche righe-n.2

Il problema dell’architetto C’è un disagio che mi accompagna da anni, ma che condivido con molti altri architetti. Nasce dalla sensazione di non essere capito quando parlo di architettura. Intendiamoci, non quando la conversazione è con altri architetti. In quei casi la comunicazione – in accordo o disaccordo – fila via senza problemi. Diversa è la situazione quando parlo di architettura al di fuori del mondo degli architetti. Mi consolo osservando che è un problema di carattere generale. Se l’architetto oggi parla di architettura con gli studenti di architettura, nei seminari universitari o scrive sulle riviste specializzate, viene capito. Se … Continua a leggere In poche righe-n.2