VIVERE E MORIRE SENZA MASCHERE

I comportamenti umani nascono da una contraddizione: da una parte l’interiorità dei sentimenti e delle emozioni (la gioia, il dolore, l’amore, l’odio, l’affetto, l’amicizia, la fede, ecc…) che esprimono, o non nascondono, una sensibilità sincera ed estroversa; dall’altra la maschera dei comportamenti rituali, della esibizione, dell’adattamento al contesto, delle convenzioni, della pratica di sovrastrutture ideologiche o religiose. Questa doppia realtà umana viene trattata nel film Lo Straniero, di François Ozon. E’ una storia, raccontata in bianco e nero, ambientata nella Algeri degli anni Quaranta del secolo scorso. È un film difficile perchè incarna il complesso pensiero di Camus, autore del romanzo … Continua a leggere VIVERE E MORIRE SENZA MASCHERE

UNA LUNGA TRAGEDIA IN 40 SECONDI

Forse è da una decina d’anni, da Non Essere Cattivo, il bel film uscito subito dopo la morte del suo autore, Claudio Caligari, che il cinema italiano non proponeva una visione così lucida e spietata delle difficoltà dei giovani che vivono in una periferia non solo urbana ma anche culturale, incapaci (o impossibilitati?) di compiere il salto mentale dalla leggerezza dell’età scolastica alla durezza del confronto con la realtà. Mi riferisco al film 40 Secondi, di Vincenzo Alfieri, da un libro di Federica Angeli; ora su Netflix. Con due non irrilevanti differenze: i due protagonisti del film Non Essere Cattivo … Continua a leggere UNA LUNGA TRAGEDIA IN 40 SECONDI

LA PESANTEZZA DEL DUBBIO

Il tempo della vecchiaia, la pesantezza della responsabilità, il desiderio di leggerezza, l’angoscia della decisione, il rapporto con i figli, il conflitto tra passato e futuro, l’amore e il rancore, le ossessioni… tutto riconducibile alla domanda “di chi è la vita?”, tutto in un film. Ne La Grazia c’è un solo protagonista, ma una moltitudine di invenzioni cinematografiche sospese tra reale e surreale, metafore e paradossi, dramma e ironia. Ho sempre pensato che sia molto difficile giudicare i film di Paolo Sorrentino: i suoi compiacimenti fotografici possono apparire ridondanti formalismi, le sue divagazioni involute “licenze poetiche”, i suoi personaggi stereotipi … Continua a leggere LA PESANTEZZA DEL DUBBIO

LA MESÍAS, un lungo film per non giudicare

Esistono film, o serie, che difficilmente escono nelle sale o nelle principali piattaforme commerciali, oppure vengono fatte uscire solo se si verifica un buon interesse di pubblico. Dunque, la serie spagnola La Mesías di due talentuosi autori e registi, Javier Ambrossi e Javier Calvo, presentata con successo nel 2023 al San Sebastian International Festival, io l’ho vista su Mymovies, sito web e piattaforma non sempre inclusa tra quelle a disposizione sulle smart TV. Lo scenario che incombe sin dalla prima puntata è la catena del Monserrat, una cordigliera montuosa della Catalunya caratterizzata da rocce e pinnacoli incombenti, ma anche dalla … Continua a leggere LA MESÍAS, un lungo film per non giudicare

LE BATTAGLIE DI OGGI

Se andate a vedere il film Una battaglia dopo l’altra, nei primi quindici minuti non vi spaventate, perché il regista Paul Thomas Anderson vi aggredirà con una sfrenata sarabanda di esplosioni, spari, musiche, fughe, luci, colori, donne sexy, uomini truci, bianchi e neri, tutto ad un ritmo frenetico. È l’introduzione ad un viaggio dentro una realtà fantastica di crisi familiari, diseguaglianze sociali, persecuzioni di genere o razziste; reale perché coglie le contraddizioni del presente, fantastica perché trasfigurata dal cinema. Vi accompagneranno 3 grandi attori: Leonardo Di Caprio, Sean Penn e Benicio del Toro. Il tema del film ruota attorno al … Continua a leggere LE BATTAGLIE DI OGGI

BIENNALE DI VENEZIA E CULTURA

Mentre scrivo queste righe, non ho ancora visto i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, ma ho letto la valutazione dei critici e seguito per intero in diretta la serata delle premiazioni. Due considerazioni: la prima è che la giuria ha deciso di premiare il film tunisino “The Voice of Hind Rajab”, che racconta la tragedia della bimba palestinese uccisa dai soldati di Netanyahu, un film con 24 minuti di applausi in sala, di grande valore per la denuncia delle atrocità commesse in Palestina; ma la stessa giuria poi gli ha assegnato il Leone d’argento, negandogli il … Continua a leggere BIENNALE DI VENEZIA E CULTURA

UNA PATERNITÀ NEGATA

Un padre alla ricerca di un figlio mai conosciuto, come, all’opposto, un figlio che desidera conoscere il padre ignoto, è un tema che non solo appartiene alle dinamiche attuali tra donna e uomo, ma non è estraneo neppure al cinema. Un film coprodotto da Germania e Italia, Paternal Leave – titolo intraducibile che sembra un refuso – scritto e diretto da Alissa Jung, apprezzato e premiato al Festival di Berlino 2025, ci racconta, appunto, di una adolescente tedesca alla ricerca dell’ignoto padre. Senza indulgenze né retorica, il film affronta tutte le ferite che si aprono in un incontro istintivo e … Continua a leggere UNA PATERNITÀ NEGATA

CINEMA e SPERIMENTAZIONE

Adolescence è una serie scritta da Jack Thorne e Stephen Graham (e da questo interpretata) in quattro puntate su Netflix, con la regia di Philip Barantini, certamente da vedere, in quanto investe un tema di grande attualità: la difficoltà degli adolescenti nel trovare un equilibro nei sentimenti e nelle pulsioni, senza il quale lo stesso rapporto tra coetanei diventa conflittuale, e talvolta pericoloso. Ma per chi ama il cinema in tutti i suoi aspetti, anche quelli tecnici, questo film in quattro tempi ha un valore aggiunto che lo rende particolare: ogni puntata, tra i 50 e 60 minuti si svolge … Continua a leggere CINEMA e SPERIMENTAZIONE

IL BRUTALISMO COME METAFORA

Un film il cui titolo rimanda ad un importante movimento di architettura del XX secolo attira la curiosità di un architetto. Dunque, non ho esitato ad andare a vedere, appena uscito, The Brutalist, un conclamato film vincitore di premi e candidato all’Oscar. Il film racconta la vita di László Tóth, un architetto ungherese ebreo – non è una storia vera, ma verosimile rispetto ai tempi – che, dopo le persecuzioni naziste e nella situazione di povertà e incertezza del dopoguerra (l’Ungheria entrava nella sfera di influenza del Comunismo sovietico), emigra negli Stati Uniti a Filadelfia. Efficace nelle immagini, montaggio e … Continua a leggere IL BRUTALISMO COME METAFORA

TRE DONNE, TRE AMBIGUITA’

Come ho già scritto su questo blog, non ho gli strumenti di conoscenza e critica per recensire un film, ma scrivo di cinema quando emoziona e fa riflettere. È il caso di Emilia Pérez, un film del 2024 diretto da Jacques Audiard, che ha vinto premi a Cannes e del quale si discute molto. Tre sono le considerazioni che vengono in mente. La prima è che, se il cinema è espressione artistica complessa che mette insieme storie, fantasia, realtà, umanità, violenza, immagini, musica, paesi, città, contesti sociali, allora Emilia Perez rappresenta al meglio questa capacità di sintesi creativa. La seconda è che … Continua a leggere TRE DONNE, TRE AMBIGUITA’