New York, architetture e luoghi_2

Parte seconda: Midtown Manhattan Mappatura delle architetture e dei luoghi moderni e contemporanei (Le foto allegate, quando non altrimenti specificato sono di Umberto Cao) 1. Time Warner Center (SOM-2003); 10 Columbus Circle 2. Hearst Tower (N.Foster-2006); 300 West 57th St 3. Carnegie Hall (Tuthill, Polshek, Cesar Pelli – 1891/1986/1990) 156 W57St / 7Av 4. CBS Building (Eero Saarinen – 1965) W51- 52nd St / 6Av 5. MOMA (Goodwin/ Stone-1939, Johnson/Pelli-1984 Taniguchi-2004); 11 W53 Street 6. St. Regis Hotel (Trowbridge & Livingston – 1904) 2, E55 St 7. AT&T/Sony Building (Johnson and Burgee – 1978) Madison Av/E55-56 St 8. IBM Building … Continua a leggere New York, architetture e luoghi_2

New York, architetture e luoghi_1

Parte prima: Lower Manhattan Mappatura delle architetture e dei luoghi moderni e contemporanei (Le foto allegate, quando non altrimenti specificato sono di Umberto Cao) 1.     Brooklin Bridge (John Augustus Roebling-1883) 2.     Municipal Building (Mc Kim, Mead and White-1913), 1 Centre St. 3.     Standard Oil Building (Carrere & Hastings, Lamb & Blake-1924), 26 Broadway 4.     New York Stock Exchange (George Post-1884), 1 Wall St. e 18 Broad St. 5.     Federal Hall (I.Town, A. Jackson Davis-1842), 26 Wall Street 6.     Trump Building (H. Craig Severance & Y. M.Shreve & Lamb-1930), 40 Wall St. 7.     Equitable Life Building (Ernest Graham-1915), 120 Broadway 8.     One … Continua a leggere New York, architetture e luoghi_1

Roma e i Giochi Olimpici

Sono sostanzialmente tre le ragioni per le quali il Movimento Cinque Stelle ha imposto alla Amministrazione Raggi  il “no” alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024. Due dichiarate esplicitamente, una implicita. La prima è la necessità di risparmiare sulle spese per non sovraccaricare il già enorme debito del bilancio comunale. La seconda è per non lasciare spazio al malaffare, pronto ad intervenire in ogni iniziativa che smuova ingenti quantità di investimenti. La terza – mai dichiarata esplicitamente –  perché organizzare e ospitare i Giochi Olimpici  è un impegno difficilmente sostenibile e gestibile da una Amministrazione Comunale che stenta già nel formare una … Continua a leggere Roma e i Giochi Olimpici

Occupare il vuoto

Nonostante il gran costruire e l’incessante consumo di suolo, la città contemporanea – e in particolare la periferia delle metropoli –  è piena di “spazi vuoti”. Non sono vuoti residuali e non sono aree dismesse. Non sono vuoti che è possibile riempire fisicamente neppure con il verde. Non sono vuoti privi di funzione, tutt’altro: esito di distacchi tra edifici, di slarghi, parcheggi… frammenti. Anzi forse sono spazi costruiti. Ma il vuoto c’è ugualmente perchè sono spazi privi non solo di qualità ma anche di significati. Vuoti svuotati di ogni senso possibile, eppure espressione allo stato puro di una pienezza inquietante, … Continua a leggere Occupare il vuoto

Dove era, come era(?)

Questa volta sono tutti concordi, a cominciare dal mitico Renzo Piano: i centri abitati di Lazio e Marche distrutti dal sisma del 24 Agosto vanno ricostruiti dove erano e come erano. E’ semplice – quasi ovvio – affermarlo, assai più complesso portarlo a compimento. Dunque, cosa significa ricostruire nello stesso luogo e con le stesse caratteristiche un piccolo centro storico raso al suolo? Che tipo di studi, progetti e interventi richiede? Quali possono essere i problemi e quali i tempi per avviare la ricostruzione? Sulla base di una esperienza condotta in ambito di convenzione  con l’Università per la ricostruzione di una piccola … Continua a leggere Dove era, come era(?)

Cosa farei per Roma

Stalker, Alienlog, MAAM, la mappa delle sette rovine   Dopo 40 anni di insegnamento e di consuetudini universitarie, ho capito che se la comunità scientifica continuerà a parlare solo a se stessa e la comunità civile a faticare nell’interpretarla, l’impermeabilità tra accademia e realtà in Italia resterà molto a lungo. Intendiamoci, la ricerca universitaria deve svolgere il suo lavoro al più alto livello possibile, con gli strumenti e i linguaggi che gli sono propri, anche con l’astrattezza necessaria. Ma deve sapere curare le ricadute sulla vita reale, trovando momenti di comunicazione, così come deve ascoltare quanto emerge dalla comunità civile … Continua a leggere Cosa farei per Roma

Una visita a Pompei (maggio 2016)

  Sono tornato a Pompei dopo molti anni dall’ultima visita. Sapevo di nuovi scavi, nuove aperture e la mostra di Mitoray. Dei 44 ettari dell’area archeologica è visitabile molto meno della metà. Alcuni cantieri di consolidamento sono recintati senza che ci sia personale al lavoro (era un giorno feriale). L’opuscolo consegnato all’ingresso riporta generiche note descrittive. Le audioguide ci sono, ma non sono l’ideale per illustrare un’area archeologica. Pochissime le “stazioni” di visita con nomi e targhe esplicative. Mai una ricostruzione tridimensionale, mai una planimetria o qualcosa che consenta di capire a cosa si riferiscano le strutture portate alla luce. … Continua a leggere Una visita a Pompei (maggio 2016)

Non c’è più la strip, è rimasto il pop

Las Vegas oggi non è quella descritta da Robert Venturi insieme a Denise Scott Brown e Stiven Izenour nel celebre, dirompente libro pubblicato nel 1972, Learning from Las Vegas. Riporto uno stralcio del testo di Venturi, pag. 153 e 154 (dell’edizione recentemente ripubblicata in Italiano a cura di Manuel Orazi, traduzione di Maurizio Sabini, Quodlibet, Macerata 2010). La strip oggi si è contorta sviluppando tentacoli. La scansione temporale di un unico percorso si è aperta in slarghi, incroci, moltiplicata su più livelli con rotaie e percorsi pedonali sopraelevati. I suoi bracci si infilano negli edifici, attraversano giganteschi spazi coperti, fuoriescono dai grattacieli costruiti … Continua a leggere Non c’è più la strip, è rimasto il pop