Occupare il vuoto

photo-835

Botto&Bruno, Collage fotografico

Nonostante il gran costruire e l’incessante consumo di suolo, la città contemporanea – e in particolare la periferia delle metropoli –  è piena di “spazi vuoti”. Non sono vuoti residuali e non sono aree dismesse. Non sono vuoti che è possibile riempire fisicamente neppure con il verde. Non sono vuoti privi di funzione, tutt’altro: esito di distacchi tra edifici, di slarghi, parcheggi… frammenti. Anzi forse sono spazi costruiti. Ma il vuoto c’è ugualmente perchè sono spazi privi non solo di qualità ma anche di significati.

Vuoti svuotati di ogni senso possibile, eppure espressione allo stato puro di una pienezza inquietante, impalpabile, eterogenea e vivissima… Vuoti sui quali ogni forma di linguaggio compiuto delle forme della città e dell’architettura non trova più alcuna possibilità di essere detta. Vuoti che mormorano frasi spezzate e sconnesse, che annientano qualsiasi forma di rassicurazione semiologica… (dall’editoriale di Gomorra, territori e culture della metropoli contemporanea, monografia “Spazi Vuoti”, anno 2, numero 4/5, 1999)

Il conflitto nelle sue varie forme, anche quella più innocente, ma ugualmente aspra, che nasce dalla rabbiosa invenzione di lavoro, ma anche dal bisogno di  vivere la città ovunque e comunque trovando una dimensione pubblica  e collettiva, riesce ad occupare questi spazi vuoti.   Allora insieme alla creatività si accendono luci, suoni e clamori che sconfiggono il vuoto, almeno per qualche ora, creando una pienezza forse effimera ma certamente in grado di restituire qualità e senso a quel frammento di metropoli.

Capannoni in disuso e occupati, street art, murales, ma anche idee ed invenzioni. Roma, soprattutto nella stagione estiva è ricca di questi spazi-evento.

vista-circonvallazione-ostiense-bis

Lo spazio vuoto davanti al chiosco del Mercato Garbatella

apericena-circonvallazione-ostiense

Lo spazio rianimato

Ma è anche il caso di un piccolo chiosco del Mercato Garbatella a Roma (nei pressi della Circonvallazione Ostiense): si chiama YaLùz e di giorno vende gastronomia a portar via. Ma due sere alla settimana, martedì e venerdì, resta aperto la sera, raccoglie tavolini, panche e cassette del mercato, e raduna giovani (e meno giovani). Birra, vino, cucina semplice ma creativa e tanta musica. Quel frammento interstiziale del mercato rionale, circondato da edilizia anonima, slarghi stradali e parcheggi, senza qualità nè carattere, si rianima. Non è più uno spazio vuoto.

13719518_1406102013030674_6388003491235835624_o

YaLùz, box 30 Mercato Garbatella, via di Santa Galla, Roma

Annunci

Informazioni su umbertocao

Architetto romano per molti anni impegnato a progettare e costruire, quindi professore universitario di Progettazione Architettonica a Roma, Catania ed Ascoli Piceno dove è stato anche Preside per molti anni. Si interessa non solo di Architettura, ma anche di Cinema, pratica la Fotografia e i Video. Riflette sull'attualità culturale e politica.
Questa voce è stata pubblicata in ARCHITETTURA, ATTUALITA', CITTA' e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...