Quando la realtà supera la retorica

Secondo quanto spiegato da Nadine Labaki, regista del film Cafarnao – Premio della Giuria a Cannes 2018 – il piccolo interprete, Zain al-Rafeea, si trovava esattamente nella condizione in cui il film lo rappresenta. Siriano emigrato a Beirut con la sua numerosa famiglia, viveva realmente di stenti e pericoli quotidiani in una baraccopoli alla periferia della città, sino alla realizzazione del film, dopo il quale ha trovato pace emigrando in Svezia e imparando finalmente, superati i 13 anni, a leggere e scrivere. L’eccezionalità del film è proprio qui, nell’agire del piccolo protagonista che mantiene il nome di Zain, adolescente in … Continua a leggere Quando la realtà supera la retorica

Napoli: selfie nel quartiere Traiano

La Fondazione Cinema per Roma tra le attività a corollario della Festa del Cinema presenta un calendario di proiezioni al MAXXI, tra cui un ciclo di documentari chiamato “Extra doc festival”. Selfie di Agostino Ferrente è uno di questi, reduce dall’ultimo Festival di Berlino nella sezione Panorama. Il film non è una fiction ma neppure un documentario vero e proprio, più propriamente è una ricerca sperimentale sul linguaggio cinematografico. La pratica della ripresa video in forma di selfie non è nuova. In Italia è applicata da tempo, settimanalmente, nel programma televisivo di Diego Bianchi Propagandalive, ma in questo caso si sposa … Continua a leggere Napoli: selfie nel quartiere Traiano

Le due utopie del Novecento

nel film Capri-Revolution Non amo particolarmente i film di Mario Martone, soprattutto gli ultimi, Noi credevamo (2010) e Il Giovane Favoloso (2014), nei quali l’abile “teatralità” del regista napoletano sconfina nell’oleografico e nel retorico, ma ne apprezzo il rigore storico e la professionalità di scrittura e realizzazione, cui si aggiunge una alta qualità delle interpretazioni, della fotografia, del montaggio e della musica. E’ il caso anche di Capri-Revolution, in cui Martone, ispirandosi ad una comune dei primi del Novecento guidata dal pittore tedesco Karl Diefenback, precursore di naturismo, animalismo e pacifismo, che si insediò per alcuni anni a Capri, racconta … Continua a leggere Le due utopie del Novecento

Italiani confusi, o anche più cattivi?

(suggestioni dal film Santiago, Italia) In questi mesi difficili nei quali si è costituito un governo per “contratto” tra due partiti diversi, ma uniti per difendere il consenso dei propri elettori strappato con promesse scellerate, a fronte del quale non sembra esistere più una opposizione di sinistra, abbiamo ripensato ai “girotondi” dei primi anni Duemila. Allora, insieme ad altri intellettuali, artisti, magistrati, docenti e studenti, c’era anche Nanni Moretti e il grido “D’Alema dicci qualcosa di sinistra!” risuonava forte. Oggi, forse, sta nascendo qualcosa di simile: le manifestazioni in piazza contro i sindaci grillini di Roma e Torino da una … Continua a leggere Italiani confusi, o anche più cattivi?

Unica arma il colore della pelle

    Alla Festa del Cinema di Roma che si svolge in questi giorni, mi è capitato di vedere due film statunitensi, entrambi di autori neri ed entrambi tratti da omonimi romanzi, che presentano tematiche simili: i giovani neri, l’amore, la polizia che li perseguita, la giustizia che non li difende, la famiglia come rifugio. Sono If Beale Street Could Talk (Se la strada potesse parlare) e The Hate U Give (L’odio che ci date). Tematiche proprie degli States da decine di anni, ma che che oggi riacquistano intensità nel clima truce e divisivo dell’America di Trump. Ma sono attuali … Continua a leggere Unica arma il colore della pelle

La maledizione dell’”occhio per occhio” (Fauda, serie TV)

Sulle pagine di questo blog ho parlato spesso di serie televisive, convinto che, se di qualità, siano cinema nel senso pieno della parola. Quelle di produzione israeliana hanno avuto molto successo, sin dalle due più celebri Prisoners of War, da cui è nato il remake statunitense Homeland, e Be Tipul rieditato in USA come In Treatment da Fox e anche in Italia da Wildside. Nel 2015 è uscita su Netflix la prima stagione della serie israeliana Fauda (“caos” in arabo) e nel 2018 la seconda. Bene sceneggiata, con una ottima regia e validi attori, Fauda, che appartiene al genere “thriller di spionaggio” … Continua a leggere La maledizione dell’”occhio per occhio” (Fauda, serie TV)

LUI, LEI, LORO e gli ALTRI

Vorrei ricordare insieme gli ultimi film di Paolo Sorrentino e Matteo Garrone, Loro (1 e 2) e Dogman, non perché confrontabili, ma perché rappresentano due percorsi paralleli del grande cinema italiano. E’ indubbio che i due registi, quasi coetanei e appena sotto i 50 anni, siano riconosciuti a livello internazionale come l’attuale massima espressione del nostro cinema. Se sono imparagonabili i loro film, è altrettanto difficile poterli valutare rispetto ai grandi maestri del passato. Eppure mi sento di esprimere un concetto secondo una logica proporzionale commisurata alle relative differenze: direi che Fellini sta a Sorrentino, come Pasolini sta a Garrone. … Continua a leggere LUI, LEI, LORO e gli ALTRI

Ritorno al West

     Negli ultimi anni il cinema era tornato a parlare del West americano ad opera di maestri come Tarantino (Django e The Hateful Eight) ed Iñárritu (Revenant), ma erano storie dominate dalla personalità degli autori, che si caratterizzavano per una soggettiva interpretazione del tema western, sanguinolento ma paradossale nello stile di Tarantino, tragico ed eroico nello stile di Iñárritu. Diverso è il caso di Hostiles, oggi nei cinema, ma già presentato in Italia ad Ottobre scorso, in apertura dell’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma. Hostiles è scritto e diretto da Scott Cooper, già autore di un bel film … Continua a leggere Ritorno al West

L’Italia degli Americani

In Italia forse non avremmo parlato tanto di Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino se non avesse avuto successo negli USA con successive nomination sia agli Oscar che ai Golden Globe. E’ un film girato interamente in Italia, ma chiaramente scritto e realizzato per il pubblico nordamericano, tratto da una sceneggiatura di James Ivory con interpreti quasi tutti statunitensi, che incrocia due generi: il cinema di “ambiente italiano” con le sue ville e i suoi paesaggi (Camera con vista di Ivory, Io Ballo da sola di Bertolucci, ecc…), e il cinema nel quale un “ospite imprevedibile” mette in crisi sentimenti … Continua a leggere L’Italia degli Americani

Il mistero del sogno

Se non avessi già avuto occasione di commentare il film russo Loveless – https://umbertocao.com/2018/01/07/senza-amore/ – lo farei ora, confrontandolo con Corpo e Anima (titolo originale A teströl és a lélekröl) della regista e sceneggiatrice ungherese Ildikò Enyedi uscito nel 2017, vincitore dell’Orso d’oro di Berlino e candidato all’Oscar come film straniero. Premetto che i due film sono accomunati dalla appartenenza ad un linguaggio cinematografico proprio dei paesi dell’Europa orientale, nel quale prevalgono tempi lenti nei dialoghi e nel montaggio, camera fissa, campo in primo piano e controcampi fotograficamente perfetti, colori freddi, recitazioni misurate, ma intense. Ma sono due film che … Continua a leggere Il mistero del sogno