Ritorno al West

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Negli ultimi anni il cinema era tornato a parlare del West americano ad opera di maestri come Tarantino (Django e The Hateful Eight) ed Iñárritu (Revenant), ma erano storie dominate dalla personalità degli autori, che si caratterizzavano per una soggettiva interpretazione del tema western, sanguinolento ma paradossale nello stile di Tarantino, tragico ed eroico nello stile di Iñárritu. Diverso è il caso di Hostiles, oggi nei cinema, ma già presentato in Italia ad Ottobre scorso, in apertura dell’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma.

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Hostiles è scritto e diretto da Scott Cooper, già autore di un bel film drammatico Out of the Furnace (Il fuoco della vendetta), anch’esso presentato alla Festa di Roma del 2013, con lo stesso attore protagonista, Christian Bale. Nel confermarci la qualità dei film presentati a Roma ogni anno, questo film costituisce un ritorno al format del western classico: c’è l’attacco stragista dei pellerossa Cheyenne, la violenza dei soldati bianchi, la saggezza del grande capo indiano, la vendetta, il pentimento e la pace con il grande capo, senza escludere il lieto fine con il classico treno dell’amore. E ci sono anche la lentezza del viaggio a cavallo e il monotono trascorrere del giorno e della notte, le poche parole e i silenzi, le notti all’aperto con il fuoco e la pioggia. Tutto costruito con la splendida fotografia di Masanobu Takayanagi.

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In genere la critica, che non ha molto amato questo film, vi legge l’intenzione dell’autore di porsi dalla parte giusta, quella dei pellerossa. Posizione peraltro niente affatto nuova in molti film western. Io credo non sia proprio così, o solo così. Credo invece che il film sviluppi le parole di David Herbert Lawrence citate in epigrafe: “L’anima americana è essenzialmente isolata, stoica e assassina”. Ho letto nel film il senso della violenza e della sopraffazione che dai tempi dei pionieri del west appartiene al popolo americano. Il senso della vendetta e l’idea blasfema che l’assassinio sia parte della vita. La guerra considerata inevitabile. Quasi una visione escatologica di un destino armato che è individuale ancor prima che collettivo. Una visione contro la quale i giovani nordamericani hanno lottato negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, e contro la quale oggi sono finalmente scesi in piazza per affermare la pace contro l’uso delle armi.

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Informazioni su umbertocao

Architetto romano per molti anni impegnato a progettare e costruire, quindi professore universitario di Progettazione Architettonica a Roma, Catania ed Ascoli Piceno dove è stato anche Preside per molti anni. Oltre alla architettura, si interessa di cinema, pratica la fotografia e i video, riflette sull'attualità culturale e politica.
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Una risposta a Ritorno al West

  1. wwayne ha detto:

    Rieccomi! Tra i western moderni è molto bello anche quest’altro film: https://wwayne.wordpress.com/2016/10/02/ti-amo-ancora-wendy/. L’hai visto?

    Mi piace

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