Il problema dell’architetto

C’è un disagio che mi accompagna da anni, ma che condivido con molti altri architetti. Nasce dalla sensazione di non essere capito quando parlo di architettura. Intendiamoci, non quando la conversazione è con altri architetti. In quei casi la comunicazione – in accordo o disaccordo – fila via senza problemi. Diversa è la situazione quando parlo di architettura al di fuori del mondo degli architetti. Mi consolo osservando che è un problema di carattere generale. Se l’architetto oggi parla di architettura con gli studenti di architettura, nei seminari universitari o scrive sulle riviste specializzate, viene capito. Se parla con imprenditori di architettura vista come business, viene capito e seguito. Se parla di architettura intrecciata con la politica, attenendosi alle finalità di una amministrazione o di una lobby, viene ugualmente capito e seguito. Ma quando l’architetto parla della qualità dell’architettura in sé, fuori da interessi economici e fuori dalla politica trova molto spesso un muro.
