L’articolo che segue è la sintesi di una relazione tenuta a Roma nell’Urban Center Metropolitano con titolo Roma il valore del ferro organizzata da CIFI, INU, AIIT, DIARIO, il giorno 1 aprile 2026
“Roma ha un rapporto storicamente difficile e controverso con il trasporto su ferro che ha causato clamorosi ritardi, incredibili errori e inammissibili dimenticanze. Una mai avvenuta integrazione tra mobilità e urbanistica, le metropolitane iniziate a costruire solo a fine negli anni 30 e lo smantellamento di centinaia di chilometri di linee di tram negli anni 30 e 50 dello scorso secolo, il tesoro delle linee ferroviarie ignorate per oltre venticinque anni, ne sono le prove più evidenti. Esperienze che rivendicano oggi, oltre che una presa di coscienza e partecipazione dell’intera città, una visione integrata tra la mobilità e le trasformazioni urbane, una più forte e decisa consapevolezza del ruolo fondamentale che il trasporto su ferro ha per la mobilità urbana e metropolitana anche integrata con quella regionale e nazionale, una conseguente necessità, capacità e possibilità di una programmazione economica e temporale definita e chiara.” (Claudio Cipollini)
In particolare nella tratta della città metropolitana le attuali line regionali e interregionali possono essere trasformate in vere e proprie metropolitane, che possiamo chiamare metro ferroviarie












Concludiamo, chiedendo alla AI di darci una visione di come potrebbero essere queste stazioni in rapporto alla tipologia di relazioni con il territorio







