Elegia della pietas

Il-figlio-di-Saul-trailer

Confesso che ho avuto delle resistenze mentali prima di decidermi. Così l’ho visto solo due mesi dopo la sua uscita in Italia. Non credo ci siano stati altri film sulla Shoah così coinvolgenti, così profondi nel descrivere una delle più grandi tragedie della storia dell’umanità. Il Figlio di Saul, opera prima di László Nemes, ti trascina dentro un campo di concentramento seguendo l’itinerario dell’eccidio, dalle camere a gas ai forni crematori, dai colpi alla tempia al trascinamento impietoso dei corpi chiamati “pezzi”. Ma non inquadra mai direttamente l’atto dell’assassinio né i corpi, perché l’orrore è letto negli occhi del protagonista che a tutto assiste, inquadrato quasi sempre solo in primo piano. Nessun effetto facile, nessuna concessione, nessuna consolazione in una tragedia della follia umana raccontata attraverso l’abisso che separa la pietas di Saul dalla malvagità dei nazisti.

Non mi sento di dire altro su un film che entra nella storia del cinema.

Annunci

Informazioni su umbertocao

Architetto romano per molti anni impegnato a progettare e costruire, quindi professore universitario di Progettazione Architettonica a Roma, Catania ed Ascoli Piceno dove è stato anche Preside per molti anni. Oltre alla architettura, si interessa di cinema, pratica la fotografia e i video, riflette sull'attualità culturale e politica.
Questa voce è stata pubblicata in CINEMA e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Elegia della pietas

  1. Guido ha detto:

    Condivido pienamente la tua critica asciutta e mirata, nel pieno rispetto dello stile narrativo del film.
    Bravo Umberto.

    Mi piace

  2. bruno daro ha detto:

    Bravo Umberto non si puo’ nè si deve dimenticare quando la specie umana si lascia andare a simili orrori. Ho conosciuto Ida Grinspan sopravvissuta alla Shoah in occasione del mio viaggio ad Auschwitz (all’epoca aveva 14 anni) le sue compagne le hanno detto lungo il cammino verso la morte :-Se sopravvivi, dovrai raccontare. Non ti crederanno, ma dovrai raccontare.-

    Mi piace

  3. umbertocao ha detto:

    Grazie Guido, un complimento da un uomo di cinema vale doppio

    Mi piace

  4. umbertocao ha detto:

    Grazie Bruno, a presto

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...