Una idea di città

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Tutti per Roma. Roma per tutti, è un gruppo civico/politico, nato con  20.000 iscritti su facebook e noto per la prima grande manifestazione in Campidoglio il 27 ottobre 2018, contro il degrado di Roma causato dalla amministrazione 5 Stelle
Nel sito web tuttiperroma.com sono pubblicate le azioni fondamentali che una nuova amministrazione progressista e democratica dovrà mettere in opera per restituire Roma al suo ruolo di città capitale. Le riportiamo qui di seguito suddivise per queste tematiche:

AMBIENTE – QUALITÀ URBANA – CULTURA – SISTEMA PRODUTTIVO – TESSUTO SOCIALE – NUOVA GOVERNANCE

Qualità urbana_Roma

 

AMBIENTE

CHIUDERE IL CICLO DEI RIFIUTI È UN IMPERATIVO NON RINVIABILE. Strade sporche, cassonetti non svuotati, alti costi per i cittadini, discariche abusive, roghi tossici, sono la diretta conseguenza di un assetto del servizio concentrato sulla raccolta e gravemente carente nelle altre fasi del ciclo dei rifiuti. Roma deve investire nelle azioni di riduzione e prevenzione e nella costruzione di un ciclo industriale completo, che comprenda tutti gli impianti necessari al trattamento, al riciclo ed allo smaltimento dei rifiuti che produce, senza dimenticare il sistema di raccolta Solo in questo modo sarà possibile garantire la sua indipendenza e la sua pulizia.

PARCHI, GIARDINI E ALBERATE STRADALI NON SONO UN LUSSO. Roma gode di un inestimabile patrimonio verde, purtroppo considerato un problema, un costo, un pericolo invece che una risorsa. Occorre ribaltare questo punto di vista. La cura degli spazi verdi, come prescritto (cfr DMA n.63/20 mettere link), deve essere progettata consapevolmente, programmata con continuità ed affidata a soggetti qualificati, in modo da conservare i valori estetici, culturali e funzionali dei luoghi, massimizzando i benefici di mitigazione del clima, regimazione delle acque, tutela della biodiversità, e fruibilità del verde sia pubblico che privato.

IGIENE E DECORO SONO BENE COMUNE. La città più bella del mondo merita più attenzione alla salubrità, alla sicurezza ed alla vivibilità degli spazi pubblici. Le piazze, i monumenti, le stazioni ferroviarie e della metropolitana, i luoghi di passaggio e di aggregazione devono essere difesi dagli atti vandalici e da usi impropri, essere puliti, correttamente illuminati e mantenuti attraenti con uno sforzo congiunto delle società di servizi, della polizia municipale, degli operatori commerciali e dei cittadini. In alcuni casi devono essere pensati veri e propri interventi di ristrutturazione che permettano una fruibilità in linea con le esigenze della cittadinanza odierna.

UNA CITTA’ CHE INVESTE SU AMBIENTE E RISORSE NATURALI. Tutte le città, ed anche Roma, sono di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici, nella quale diventa cruciale l’adozione di politiche efficaci per la lotta all’inquinamento, il risparmio delle risorse idriche, la ricerca di soluzioni naturali per l’assorbimento delle acque meteoriche, la mitigazione del fenomeno dell’isola di calore. Si tratta di agire su molteplici fronti, coordinando i provvedimenti sui trasporti, investendo su reti idriche e fognarie, estensione delle zone verdi, tutela di quel che residua dell’agro romano, fino al miglioramento energetico degli edifici pubblici e privati.

RISPARMIO ENERGETICO E NUOVI STILI DI VITA. La migliore fonte energetica è la riduzione del consumo, che però non va attuato riducendo i servizi, ma adattandoli a nuovi stili di vita. Ad esempio incentivando lo smart working, privilegiando la mobilità pubblica, rinnovando il parco autobus per quanto possibile con mezzi elettrici, e ripensandone linee e percorsi per adattarli a una nuova visione green della città, ponendo la massima attenzione alle normative europee e nazionali e ai relativi finanziamenti; avviando sperimentazioni a livello di smart city, come l’illuminazione pubblica adattiva, la gestione integrata del traffico, dei parcheggi e dei movimenti turistici, la realizzazione di spazi urbani pedonali, zone 30 per una maggiore sicurezza stradale e isole ambientali.

 

QUALITÀ URBANA

MINIMO CONSUMO DI SUOLO, IMPEGNO SUL GIÀ COSTRUITO. Non è una affermazione ideologica, il principio generale è di “costruire nel costruito”. È opportuno ricordare che il suolo è un bene comune che va salvaguardato, sia per l’immagine della città che per la qualità della vita. Al consumo di suolo va preferita la densificazione all’interno di situazioni urbane slabbrate o incomplete. Dentro il perimetro urbano occorre la massima cautela nel consumo di suolo ancora libero (vedi Rapporto Servizio Civile Nazionale 2018). Fatte salve le prescrizioni urbanistiche, il suolo inedificato deve prioritariamente esser utilizzato per realizzare opere di interesse per la città.

VALORIZZAZIONE DELL’ESISTENTE: UNA NUOVA LUCE SULLA CITTÀ. Roma, anche nelle zone più lontane, presenta luoghi che hanno acquisito nel tempo significati e testimonianze significative. Per “valori della città” intendiamo monumenti e resti archeologici, edifici e quartieri di eccellenza architettonica sia storica che moderna, parchi, giardini, piazze, spazi aperti e arredi di qualità, come chioschi, fontane e fontanelle, panchine, lampioni; in generale tutti i manufatti anche quelli non vincolati ufficialmente, eppure riconosciuti e apprezzati a scala locale, nazionale e/o internazionale. Molti di questi edifici e spazi pubblici hanno perso la loro qualità originaria a causa di incuria e usi impropri, parcheggio selvaggio o traffico. C’è una Roma bella, ma buia e triste, che dobbiamo illuminare in senso letterale e figurato.

RICONVERSIONE ARCHITETTONICA E FUNZIONALE PER USI PUBBLICI. A Roma ci sono una infinità di edifici in buona condizione edilizia non utilizzati o utilizzati impropriamente (vedi censimento da Roma Abbandonata). Per evitare che cadano in degrado: è fondamentale recuperarli trasformandone le caratteristiche tipologiche e funzionali. Se di proprietà pubblica devono diventare occasione per la realizzazione di alloggi popolari, servizi o attrezzature pubbliche laddove mancanti; se di proprietà privata devono essere oggetto di concertazione, in modo che, rispettando il ritorno economico dell’investimento, il privato lo indirizzi tutto o in parte verso beni di interesse pubblico.

RIGENERAZIONE DAL DEGRADO E NUOVE DESTINAZIONI D’USO. Edifici o complessi edilizi abbandonati nel degrado sono presenti in tutta la città. Dopo le opportune verifiche della normativa urbanistica, della consistenza edilizia e dell’eventuale valore o significato storico anche dell’intero contesto urbano, si potranno attivare interventi di rigenerazione urbana così come previsti dalla normativa vigente: demolizione parziale o totale e ricostruzione sulla base di un progetto che preveda anche l’utilità pubblica. Potranno essere modificate, conformemente alle normative, le destinazioni d’uso, ma occorrerà attenzione a non incrementare l’ingolfamento funzionale, il traffico e i problemi di parcheggio.

UNA CASA PER TUTTI. Monumenti, edifici pubblici, piazze, parchi e giardini, costituiscono il pregio di una città. Ma la forma urbis nasce dalla qualità dei sistemi residenziali e dalle relazioni tra le parti urbane. A Roma ci sono edifici vuoti e al tempo stesso una domanda non soddisfatta di alloggi. Occorre riconvertire a residenza i fabbricati vuoti nelle aree centrali della città, oppure rigenerare aree costruendo alloggi popolari. Mai più case nella Roma dispersa e senza collegamenti. Le case in assegnazione pubblica devono collocarsi dentro la città, in contatto con servizi esistenti.

PRIVILEGIARE LA MOBILITA’ PUBBLICA. La principale causa del disagio nei territori delle periferie romane è la mancanza di mobilità per i suoi abitanti. Il ritardo di Roma nel realizzare servizi di trasporto su ferro o su gomma, insieme alla inefficienza nella gestione di personale, mezzi e linee, ha causato ulteriore danno. Come in tutte le metropoli moderne occorre privilegiare la mobilità pubblica, attraverso la riorganizzazione su strada della polizia comunale, sistemi smart per la regolazione del traffico e il rilevamento delle infrazioni, strade di scorrimento dotate di corsie preferenziali, realizzazione di zone 30 e isole ambientali (vedi PUMS Roma 2019).

 

CULTURA

PIÙ CULTURA PIÙ CITTÀ. Quella che proponiamo è una visione culture oriented di Roma, dove la cultura, nella sua accezione più ampia – dalla conservazione del patrimonio esistente alla creazione di nuovo patrimonio culturale – venga finalmente assunta come elemento imprescindibile per la vita della città e il suo benessere sociale ed economico. Le energie culturali della capitale, se alleate con il mondo dell’impresa e sostenute dall’amministrazione, non solo possono rendere la città davvero competitiva e di livello europeo, ma possono contribuire a definire uno stile riconoscibile e quindi favorire la costruzione del brand Roma.

UN PATRIMONIO DI TUTTI. Il grande patrimonio storico e artistico della città appartiene prima di tutto ai cittadini, così come la possibilità di fare cultura con l’innovazione e la comunicazione. Quindi oltre a tornare a essere la città dei mille atelier artistici, letterari, musicali, teatrali, Roma deve avere iniziative mirate con scuole, quartieri, comitati civici affinché sia diffusa la confidenza con di monumenti, musei, teatri, biblioteche, siti archeologici. Parallelamente, è necessaria una politica abitativa che incentivi il ritorno dei cittadini nel centro storico, che non può restare città-museo o parco tematico.

TURISMO DI QUALITÀ. Per evitare il “mordi e fuggi” è necessario costruire un turismo interessato alla vita della città, puntando alla qualità dell’offerta e alla loro attrattività internazionale, così da incoraggiare il turista a tornare periodicamente, come avviene in tutte le grandi metropoli del mondo. Insieme all’offerta culturale va avviata l’interazione con il mondo agricolo, nel caso di Roma così vicino e accessibile, tramite passeggiate e percorsi cicloturistici, e con la fruizione dei beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio rurale extraurbano.

UNA NUOVA IMMAGINE PER ROMA. È necessario reperire risorse locali ed europee e menti creative in grado di utilizzare tutti gli strumenti della comunicazione e del mondo ICT. Si dovranno attuare campagne di comunicazione e rilancio di Roma (marketing urbano), focalizzandosi sull’idea di una città che non sia solo testimonianza del passato, ma laboratorio di creatività contemporanea. Così come hanno fatto Amsterdam, Stoccolma, Lione, Bilbao, e recentemente anche Milano, Occorrono slogan e loghi semplici e forti per promuovere la città e metterne in risalto la vivacità e l’attrattività anche tra i giovani.

TUTELA E SOSTEGNO DEI LUOGHI DI CULTURA. Più risorse devono essere investite per permettere il libero sviluppo di quei luoghi dove oggi si produce cultura tra mille difficoltà, e che devono essere considerati preziosi presidi culturali. Vanno avviate politiche di sostegno economico, sia per istituzioni in alcuni casi abbandonate (Teatro Valle), sia per altre funzionanti, ma utilizzate al minimo delle loro possibilità (Palaexpo’, Macro), che devono essere messe in condizioni di funzionare a pieno ritmo e affidate a nomi di prestigio ed esperienza, sperimentando anche un rapporto virtuoso tra risorse pubbliche e private. Ma anche nelle periferie romane emergono energie culturali sia proprie della tradizione popolare, sia esito di immigrazioni recenti, spesso intrecciate tra loro. Questi fenomeni vanno supportati come segno di multietnicità e inclusione.

CULTURA IN RETE PER CITTADINI E VISITATORI. Tutto quanto Roma ha da offrire deve essere sostenuto da una fitta rete di servizi efficienti, dai trasporti agli orari flessibili di apertura; eventi promossi in biblioteche, musei e siti archeologici, ma anche mostre, concerti, spettacoli, conferenze, lezioni, festival, presentazioni di libri, iniziative di centri culturali, religiosi, e ambasciate, devono essere messi in rete e dunque alla portata di cittadini e turisti per una fruizione unitaria e consapevole. Sarebbe un utile strumento per cittadini e visitatori l’elaborazione di una “app” attraente e intuitiva che metta insieme i vari eventi e appuntamenti, gli orari e le informazioni pratiche.

 

ATTIVITÀ PRODUTTIVE

IMPRESE E INDUSTRIA, VOCAZIONI E SPECIALIZZAZIONI. Roma non è una città industriale, vanta da una parte presenze importanti nei settori manufatturieri, dall’altra un livello elevatissimo di specializzazioni, superiore a molte altre città italiane. Ritrovare un’anima distintiva per l’industria e le imprese, dalle quali dipende una grande fetta dell’occupazione, diventa un imperativo categorico. Hi tech e innovazione possono essere i fattori trainanti per il futuro, se sostenuti da una rete di servizi e di incentivi che non scoraggino gli investimenti pubblici e privati e attraggano nuove localizzazioni. Le grandi imprese, italiane e straniere, che come tutti devono rispettare le regole in materia ambientale, della sicurezza e del lavoro, devono essere accolte e non respinte.

LA PICCOLA IMPRESA È LA NOSTRA SPINA DORSALE. A Roma la rete delle piccole e piccolissime imprese, comprese le start up spesso avviate da giovani, da stranieri e da donne, rappresenta una parte essenziale del settore produttivo, dei servizi, del turismo e del commercio. Si stratta di realtà a volte fragili, messe a dura prova dal periodo di lockdown per l’emergenza Covid19. Anche in questo caso, vanno previste misure di sostegno e di supporto straordinario. Uffici pubblici, sistema del credito, istituzioni e associazioni devono essere al servizio di chi intraprende e non un ostacolo. Bisogna semplificare le procedure, ridurre i tempi di attesa, implementare le reti e i servizi on line, rendendo possibile per tutti, compresi i funzionari delle PA, l’uso e la estensione del digitale.

PROFESSIONI, ARTIGIANATO E MESTIERI DEVONO VIVERE E CRESCERE. Migliaia di professionisti, di artigiani e di operatori specializzati lavorano in città: la ricchezza delle competenze, delle esperienze e della memoria storica ed operativa rischiano di sparire. Il peso della crisi, la rigidità corporativa, l’eccesso di paletti all’ingresso rischiano di penalizzare, in particolare, i più giovani. Occorre invertire la tendenza e valorizzarli, anche in funzione di un ridisegno della città in termini di modernità e innovazione, non solo per non perdere posti di lavoro, ma per non interrompere catene virtuose di abilità, di legami e di identità locali. Va trovato il modo per favorire il ricambio generazionale e coinvolgere anche nell’agenda pubblica tutte le competenze disponibili.

SOSTEGNO DEL COMMERCIO DI VICINATO. Dopo anni di crescita inarrestabile, il modello dei centri commerciali, – “non luoghi” di acquisto compulsivo e del tempo libero – comincia a fare marcia indietro: insieme all’avanzare della spesa on line, alla minore disponibilità economica delle famiglie, ad una maggiore richiesta di qualità, assistiamo ad una ripresa dei negozi di prossimità. Occorre puntare su questa ripresa, ancora troppo debole per essere considerata consolidata, riorientando le nostre abitudini di acquisto. Occorre incentivare una maggiore qualità delle merci e della materia prima, favorendo le filiere corte e sostenibili e il piccolo commercio che, spesso, rappresenta il primo elemento di vivibilità, di aggregazione e di socializzazione anche nelle zone più sperdute della città.

TERZIARIO E TERZIARIO AVANZATO, DA COSTO A RISORSA. Ministeri, Stato, ambasciate, agenzie pubbliche, enti del parastato: la capitale paga prezzi salati. Sono sedi ed uffici che portano lavoro e consumi, ma anche costi pubblici per l’indotto e contaminazioni di interessi, per i quali Roma non gode di buona fama. Eppure, attorno a questa massiccia consistenza pubblica, sono cresciute competenze, reti, servizi innovativi, senza contare la presenza delle rappresentanze sindacali e associative di ogni tipo. Queste istituzioni, con la loro presenza ed esperienze devono essere spinte al servizio del bene comune sino alla costruzione dell’agenda pubblica sul futuro della città, mettendo a disposizione dati, notizie, informazioni e competenze: un terreno di riflessione e di cambiamento di comportamenti obsoleti.

 

TESSUTO SOCIALE

ROMA CAPITALE DELLO STUDIO E DELLA RICERCA. Roma ospita 4 Università statali e 8 private, frequentate da migliaia di studenti, spesso fuori sede. La rete di servizi collegati agli atenei è formidabile: biblioteche, centri di ricerca, teatri, laboratori, spazi aperti e chiusi che possono essere potenziati e messi a disposizione dell’intera città. Agli studenti il Comune deve garantire alloggi e studentati in quantità e qualità adeguate, anche attraverso convenzioni con i privati. La cosiddetta “terza missione” dell’Università potrebbe avere al suo centro, per i prossimi anni, la partecipazione stretta alla vita economica e produttiva della città come capitale dello studio, della ricerca e della specializzazione.

SCUOLA, ISTITUZIONE VIVA DELLA CITTÀ. Nella città ci sono centinaia di istituti scolastici di ogni ordine e grado, che spesso offrono spazi e servizi anche alle comunità territoriali limitrofe. Ma gli edifici hanno bisogno di manutenzione, di essere messi a norma e incrementare gli spazi per lo sport e le attività laboratoriali. Roma Capitale deve presidiare questo aspetto, anche in vista della ripresa delle regolari attività scolastiche post Codivid19. Attraverso le opportunità offerte dalle risorse comunitarie, vanno avviate tutte le iniziative tese a migliorare e ampliare l’uso delle scuole anche in orario extra scolastico. La qualità dell’offerta delle mense scolastiche, degli asili nido, la stabilizzazione del personale, devono essere obiettivi immediatamente raggiungibili.

FORMAZIONE CONTINUA PER TUTTI E PER SEMPRE. La formazione professionale si avvale dei contributi europei e regionali, oltre che di quelli messi a disposizione dai Fondi interprofessionali. Ma l’offerta formativa deve fare un salto di qualità sia dal punto di vista della trasparenza della gestione, sia dal punto di vista dei contenuti, sia del rapporto con la domanda di lavoro; i servizi di orientamento non funzionano e troppi giovani ed adulti non sono messi in grado di spendere le competenze e le abilità acquisite. Sono molteplici i campi e le opportunità di formazione su cui investire: dall’artigianato ai servizi di prossimità, dai nuovi lavori connessi all’economia del web e dello sharing, del sostegno alla didattica a distanza e all’innovazione tecnologica, dal turismo alla cultura, senza dimenticare l’agricoltura ed il verde (beni di cui Roma è ricchissima) (www.informagiovaniroma.it/studio-e-formazione/)

PER UN’ ASSISTENZA SOCIO – SANITARIA E UNIVERSALE. L’invecchiamento della popolazione, le condizioni di fragilità, di povertà, la solitudine, il disagio psicologico e il rischio di esclusione sociale e materiale dei portatori di handicap rendono indispensabili i servizi di prossimità, di assistenza domiciliare e di monitoraggio. Servizi e interventi che devono essere svolti da equipe integrate tra Comune e Regione, che possano garantire la compresenza di tutte le professionalità necessarie e la capillarità territoriale. Non è più possibile affidarsi solo alle reti di volontari. Devono diventare una priorità assoluta per la città: Cohousing sociale, integrazione tra sala operativa sociale e realtà locali, messa a sistema della rete degli operatori, rete dei centri per gli anziani, sostegno ai medici di base, funzionamento dei tavoli di confronto pubblico-privato-sociale già sperimentati, valorizzazione delle buone pratiche realizzate dai Municipi virtuosi (https://primomunicipioroma.com/)

ROMA CITTÀ DAVVERO APERTA. Roma è città multietnica e solidale, che accoglie, che è capace di generosità e mescolanza, ma oggi è messa a dura prova da fenomeni di esclusione e di rigetto che sembrano mettere in ombra le iniziative di solidarietà e di integrazione pur esistenti (https://www.binario95.it/). Occorrono regole chiare, controlli e sanzioni sia per chi approfitta della debolezza altrui, sia che per chi, frequentando la città come profugo o in attesa di permesso di soggiorno, non rispetta la legalità. Ma tutto deve convivere con la tutela e la valorizzazione delle esperienze di accoglienza, con l’offerta di opportunità di inserimento sociale, con la frequenza alla scuola dell’obbligo, con la difesa degli spazi dedicati, con il diritto all’abitare. Le scuole di italiano per gli stranieri (http://www.scuolemigranti.org/), le realtà come la Casa dei Diritti Sociali (https://www.dirittisociali.org/)

 

NUOVA GOVERNANCE

UNA GOVERNANCE ADEGUATA ALLA MISSION DI ROMA CAPITALE. Per tutti i cambiamenti auspicati nella nuova consiliatura non sarà sufficiente il ricambio politico se non sarà messo in atto un nuovo disegno organizzativo della macchina comunale, più efficiente e decentrato,  che consenta di riprogettare la città e il suo futuro in una relazione stabile e continuativa con i partner della Regione, ASL, Città Metropolitana e Municipi.

RIDEFINIRE IL RUOLO DELLA CITTÀ METROPOLITANA DI ROMA. L’attuale Giunta Comunale non ha colto il senso e le potenzialità della Città Metropolitana, che, superando la ex Provincia, deve coincidere con una diversa visione di Roma in rapporto al territorio circostante. Per questo motivo, si rende necessario un Piano Strategico Integrato per lo sviluppo omogeneo di tutta l’area metropolitana, che comprenda le linee per lo sviluppo economico ed industriale, per la tutela ambientale, per il controllo degli insediamenti con nuovi strumenti urbanistici, per la mobilità, le reti dei servizi e delle infrastrutture. Fissando altresì vincoli e obiettivi all’attività e all’esercizio delle funzioni dei Comuni compresi nel territorio metropolitano.

COMUNE E MUNICIPI: DIVERSIFICAZIONE DELLE COMPETENZE E DECENTRAMENTO. Per un rilancio di Roma Capitale in sinergia con tutti i comuni dell’area metropolitana, va riformato lo Statuto di Roma Capitale. Sarebbe giusto ipotizzare, per il Comune di Roma, un ruolo esclusivamente politico/legislativo, di indirizzo e controllo, conferendo ai 15 Municipi autonomia di bilancio, di amministrazione e di gestione sulla base di funzioni anche minori di quelle attuali, ma bene individuate. Ad esempio, decentrare ai Municipi maggiori responsabilità nella realizzazione di interventi di trasformazione urbana, di manutenzione ordinaria e straordinaria degli spazi pubblici, di parchi e giardini, nella gestione e finalizzazione degli oneri urbanistici esito delle iniziative edilizie private. Vanno attribuite ai Municipi le politiche sociali, con adeguate risorse economiche insieme a tutte le attività che richiedono un contatto ravvicinato con la cittadinanza.

COMUNE E AZIENDE PARTECIPATE: RIORGANIZZAZIONE SOCIETARIA. È sotto gli occhi di tutti un sistema di Aziende partecipate dal Comune profondamente in crisi. Queste, tranne poche eccezioni, non sono in grado di assolvere al proprio mandato istituzionale per il forte indebitamento e per l’endemica carenza di risorse umane e strumentali. Occorre quindi agire ridefinendo ruolo e funzioni delle partecipate, distinguendo con chiarezza la funzione d’indirizzo spettante al Comune e l’autonomia gestionale spettante all’apparato dirigente ed amministrativo, onde evitare pericolose ingerenze, le cui conseguenze ricadrebbero interamente sulla cittadinanza.

TRASPARENZA E CONTROLLO DI APPALTI E SUBAPPALTI. Un aspetto su mettere mano riguarda gli appalti e subappalti esterni per l’espletamento delle attività comunali. Si tratta di servizi che non hanno funzionato, forniti nell’ ottica del mercato libero, ma senza controlli e verifiche. L’assegnazione delle gare col criterio del prezzo più basso ha determinato la cattiva esecuzione di compiti ed opere (come, ad esempio, la raccolta dei rifiuti di attività commerciali e la gestione del trasporto pubblico periferico), ma anche danni a consistenti fasce di lavoratori che subiscono trattamenti salariali diversi, minori diritti e tutele sociali. L’applicazione del codice degli appalti da parte di Roma Capitale deve garantire comunque la qualità delle prestazioni appaltate e il rispetto del dettato normativo in termini di retribuzioni e diritti.

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